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sabato 1 gennaio 2011
lunedì 23 novembre 2009
BATIDA DE GUAJABA (O GUAVA)
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RICETTE VELOCI,
SENZA GLUTINE,
VARIE
INGREDIENTI per 4-5 persone:
6 frutti di guajaba maturi
2 bicchieri di latte circa
2 cucchiai di zucchero bianco
5-6 cubetti di ghiaccio
un pizzico di sale
PREPARAZIONE:
Tagliare a pezzi i frutti e metterli nel frullatore insieme a tutti gli altri ingredienti. La batida non deve essere troppo liquida, quindi regolatevi con la quantità di latte. Se la preferite più liquida aggiungetene ancora un poco. Anche lo zucchero è "al gusto" (ma non troppo dolce). Assaggiate di tanto in tanto e dosate anche quello. Quando avtrete raggiunto la densità ed il sapore che vi piace, passate tutto al setaccio e servitelo nei bicchieri.
Se avanza e volete metterlo in frigo, ricordate di versarlo prima nelle formine da budino, infatti questo frutto contiene molta pectina e potrete sformare dei deliziosi budini da mangiare al cucchiaio (circa 5-6 ore dopo).
RIFLESSIONI:
Purtroppo mi hanno detto che in Italia non arriva questo frutto, ma se voi sapete che in qualche catena di negozi viene importato fatemelo sapere.
Appartiene alla famiglia delle Mirtacee (come anche la cannella, la noce moscata, i chiodi di garofano e l'eucalipto). I frutti maturi si riconoscono al tatto, non devono essere troppo duri, nè troppo molli. Il colore della buccia non è indicativo, può variare bianca, gialla, rossa o verde. Il profumo deve essere intenso e molto gradevole (inconfondibile, se lo avete sentito anche solo una volta). Se è acerbo è immangiabile, perché astringente.
Potete usarlo anche da aggiungere alle macedonie (ottimo anche solo con la papaja e l'ananas, sperimentato!).
Può essere usato per preparare confetture (ho assaggiato quella comprata, buona anche se molto dolce) e gelatine, insomma è un frutto davvero versatile!
E' ricca di vitamina C e di potassio.
Ah, dimenticavo... se ve ne innamorate non fate come me che ne mangiate a quintali... ho saputo solo dopo che questi frutti sono lassativi! ;-)
venerdì 6 novembre 2009
FARINA, SALE E ACQUA PER... IL PONGO FATTO IN CASA!
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PER BAMBINI,
VARIE
Eccomi, stavolta con una ricetta per giocare. Forse un po' fuori tema, ma per chi ha bambini può tornare utile... e poi in fin dei conti... si tratta sempre di sporcare i fornelli!!!
Una mia cara amica motociclista mi ha fatto avere questa ricetta; con 5 minuti e pochi ingredienti ho preparato tante palline colorate che sono andate a sostituire il pongo regalato a Gaia che si sa, lasciandolo all'aria si secca in pochi giorni, e bisogna ricomprarlo (furbi questi produttori, eh?).
INGREDIENTI:
100 gr di farina
50 gr di sale fino
100 ml di acqua
5 gr di cremor tartaro
1 cucchiaino di olio di semi
coloranti alimentari
PREPARAZIONE:
Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino antiaderente, accendete con fuoco moderato e girate in continuazione con un cucchiaio di legno. Entro 2-3 minuti il composto si stacca in blocco dalle pareti.
Ecco fatto, toglietelo dal pentolino, lavoratelo a mano per 1 minuto (non scotta), giusto il tempo di amalgamarlo e coloratelo con poche gocce di colorante alimentare (mettetevi prima i guanti).
Potete usarlo fin da subito. Ricordatevi di conservarlo in sacchetti chiusi o in barattoli a chiusura ermetica. Se si seccano e tendono a sbriciolarsi, bagnatevi le mani e lavorate le palline di pongo, ripetendo l'operazione più volte.
RIFLESSIONI:
Questa pasta modellabile è davvero geniale. Può durare tanti mesi ed è fatta con ingredienti conosciuti. Anche se viene ingerita per sbaglio non c'è pericolo. L'unica cosa sgradevole sarà il sapore, per via del sale contenuto! L'odore poco gradevole che ha appena "cotto", va via nel giro di una giornata, e le palline diventano inodore.
Con questa ricetta vi saluto per un po'. Siamo in partenza per Cuba e ci rivedremo tra qualche giorno. Lì i bambini hanno poco con cui giocare ed ho pensato di portare da qui il cremor tartaro per preparare con loro questo gioco... Se al telegiornale sentite dire che è stata fermata in aereoporto una mamma che trasportava una bustina con una strana polverina bianca nello zainetto delle bimbe... venite ad aiutarmi a spiegare che si tratta di un agente lievitante per dolci... magari ci rilasciano prima!!! HASTA LUEGO!!!
Una mia cara amica motociclista mi ha fatto avere questa ricetta; con 5 minuti e pochi ingredienti ho preparato tante palline colorate che sono andate a sostituire il pongo regalato a Gaia che si sa, lasciandolo all'aria si secca in pochi giorni, e bisogna ricomprarlo (furbi questi produttori, eh?).
INGREDIENTI:
100 gr di farina
50 gr di sale fino
100 ml di acqua
5 gr di cremor tartaro
1 cucchiaino di olio di semi
coloranti alimentari
PREPARAZIONE:
Mettete tutti gli ingredienti in un pentolino antiaderente, accendete con fuoco moderato e girate in continuazione con un cucchiaio di legno. Entro 2-3 minuti il composto si stacca in blocco dalle pareti.
Ecco fatto, toglietelo dal pentolino, lavoratelo a mano per 1 minuto (non scotta), giusto il tempo di amalgamarlo e coloratelo con poche gocce di colorante alimentare (mettetevi prima i guanti).
Potete usarlo fin da subito. Ricordatevi di conservarlo in sacchetti chiusi o in barattoli a chiusura ermetica. Se si seccano e tendono a sbriciolarsi, bagnatevi le mani e lavorate le palline di pongo, ripetendo l'operazione più volte.
RIFLESSIONI:
Questa pasta modellabile è davvero geniale. Può durare tanti mesi ed è fatta con ingredienti conosciuti. Anche se viene ingerita per sbaglio non c'è pericolo. L'unica cosa sgradevole sarà il sapore, per via del sale contenuto! L'odore poco gradevole che ha appena "cotto", va via nel giro di una giornata, e le palline diventano inodore.
Con questa ricetta vi saluto per un po'. Siamo in partenza per Cuba e ci rivedremo tra qualche giorno. Lì i bambini hanno poco con cui giocare ed ho pensato di portare da qui il cremor tartaro per preparare con loro questo gioco... Se al telegiornale sentite dire che è stata fermata in aereoporto una mamma che trasportava una bustina con una strana polverina bianca nello zainetto delle bimbe... venite ad aiutarmi a spiegare che si tratta di un agente lievitante per dolci... magari ci rilasciano prima!!! HASTA LUEGO!!!
martedì 6 ottobre 2009
COMPOSTA DI GIUGGIOLE
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PER BAMBINI,
SENZA GLUTINE,
SENZA LATTE,
SVEZZAMENTO,
VARIE
Quest'anno il nostro giuggiolo ci ha dato un sacco di frutti. Tante giuggiole le abbiamo mangiate cogliendole direttamente, altre le abbiamo regalate ai vari vicini di casa o amici che sono venuti a trovarci e con il resto.... c'è scappata anche questa!
INGREDIENTI:
giuggiole mature
PREPARAZIONE:
Ho preso le giuggiole ed ho tolto l'osso con un coltello, una ad una (1 kg di giuggiole = 1 ora di lavoro!). Ho messo in una grande padella antiaderente la polpa con attaccata ancora la buccia, e due bicchieri di acqua.
Ho acceso il gas al minimo ed ho portato a bollore. Ho fatto cuocere con il coperchio per quasi 2 ore, aggiungendo di tanto in tanto un po' di acqua calda.
A questo punto ho trasferito tutto in un colino cinese (chinoise) pestando con un piccolo mestolo. Infino ho raccolto le bucce ripassandole al passaverdure, con i buchi più piccoli.
Ho rimesso il tutto sul fuoco ad addensare per circa 20 minuti; ho invasato nei barattoli già caldi e li ho fatti freddare avvolti in un asciugamano con il tappo in giù.
RIFLESSIONI:
In genere si chiamano "composte" quei preparati in cui non aggiungiamo nessun tipo di zucchero e dove si possono sentire i pezzetti di frutta. Qui ho preferito passare il tutto per poter dare questa delizia anche alla piccola Fiore, in fase di svezzamento.
Le giuggiole sono ricche di vitamina C e contengono molti sali minerali.
Questa composta pur non contenendo zucchero è dolce e lascia un retrogusto che ricorda (mooooolto) vagamente l' amarognolo.
Con un kilo di giuggiole (intere) ho fatto 4 vasetti come quello nella prima foto.
A noi è piaciuta su una fetta appena tostata di pane integrale con semi di cereali misti (appena posso metto la ricetta).
P.S. Sull'albero ce ne sono ancora altre, se passate da qui ... ;-)
P.P.S. Domani parto per Colonia, vado a suggerire qualche trucco sulla pasta all'uovo ai tedeschi... e visto che ci sono, approfitto per andare a vedere l'ANUGA. Ci rivediamotra una settimana!!!
sabato 30 maggio 2009
POMODORI PELATI IN BARATTOLO
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VARIE

Ecco una ricetta semplice e genuina, tra quelle che preferisco tra le preparazioni da conservare sottovetro...
INGREDIENTI E OCCORRENTE:
Pomodori San Marzano a volontà
Barattoli di vetro con coperchio
PREPARAZIONE:
Prendo i pomodori a fine estate, quando sono belli maturi.
Li scelgo io, uno per uno, devono essere maturi e senza ammaccature.
Li lavo per bene sotto l'acqua e li metto ad asciugare al sole, stesi su una tovaglia.
Metto un tegame grande che cuoce a vapore sul gas, nel frattempo prendo i pomodori e pratico su ognuno due piccoli tagli a croce sulla parte posteriore, incidendo solo la pelle, senza andare a fondo.
Quando l'acqua bolle li metto nella vaporiera per 2 minuti circa. Sono pronti quando la pelle che ho inciso comincia ad arricciarsi.
A questo punto li tolgo dalla vaporiera e li lascio freddare qualche minuto.
Quando si sono un po' freddati tolgo la pelle (che ora viene via facilmente) e li metto nei barattoli. Li riempio fino ad 1 centimetro sotto al bordo.
Chiudo il coperchio e quando ho 3 o 4 barattoli pronti li metto in una pentola coprendoli di acqua fredda, due o 3 dita sopra. Metto la pentola sul gas e calcolo 20 minuti da quando bolle l'acqua; poi spengo e li lascio freddare nella stessa pentola.
Quando l'acqua è fredda controllo che tutti i barattoli abbiano fatto il sottovuoto (il coperchio non deve fare "clic" al centro). Se non lo hanno fatto allora significa che l'ho riempito troppo o che non ho chiuso bene il coperchio, allora correggo l'errore e li rimetto in pentola ricominciando il processo.
Quando arriva il momento dei pomodori io ne faccio tanti, in modo da poterli usare durante tutto l'anno. Sono veloci da fare (5 kg li faccio in una mattinata, e con 3 giorni ho una discreta scorta).
Li uso per tanti piatti: come sugo per la pasta, per la pizza, o per ripassare le verdure in padella o fare una fettina alla pizzaiola. Ne posso anche aggiungere uno o 2 nel brodo...
Sono veramente versatili!
Se vi piace potete mettere una o 2 foglie di basilico o prezzemolo prima di chiudere i barattoli...
Io preferisco non mettere niente, aggiungendo gli odori al momento, secondo il piatto che voglio preparare.
Con questa ricetta partecipo al concorso Sottovetro di Virginia in collaborazione con Le Tamerici:
![]() |
Ringrazio inoltre, la mia amica Paola, per avermi insegnato a farli!
domenica 29 marzo 2009
UN CESTINO DI PANE...

Ad una festa avevo visto un cestino fatto di pane da usare come porta-pane, ho pensato che era carino da mettere a tavola, così ne ho fatto uno.
OCCORRENTE per 2 cestini:
1 stampo su cui intrecciare la pasta
1 kg di farina
500 ml di acqua
1 cubetto di lievito di birra (25 gr)
20 gr di sale
PREPARAZIONE:
Ho impastato tutti gli ingredienti nella planetaria, mettendo il sale in ultimo.
Ho lasciato riposare fino al raddoppio (con un cubetto di lievito fa presto, meno di un'ora).
Ho foderato uno stampo capovolto con la carta stagnola, ho impastato il tutto ed ho pesato 11 pezzi di pasta da 50 gr l'uno. Ho fatto8 rotolini e li ho incrociati sulla parte superiore dello stampo, mentre gli altri 3 li ho utilizzati per girare intorno allo stampo, passando una volta sotto e una volta sopra alla pasta che avevo messo prima, proprio come si intreccia un cestino di vimini. Una volta finito l'ultimo giro, ho tagliato tutti i rotolini più lunghi alla base.
In ultimo ho preso altri 3 pezzi (sempre dello stesso peso) ed ho fatto rotolini più fini e lunghi e li ho intrecciati.
Ho messo poi la treccia intorno alla base, coprendo tutti i fili che avevo tagliato.
Ho fatto lievitare per 20 minuti circa ed ho infornato a 180° statico per 40 minuti.
Una volta cotto, ho lasciato freddare ed ho sfilato la forma dall'interno.
RIFLESSIONI:
Perchè si chiama "cubetto" di lievito se è rettangolare?!? :-)
Scherzi a parte... potete usare questi ingredienti per fare un cestino di pane e con il resto della pasta, altri panini da mettere dentro, secondo la vostra fantasia; oppure mettere la pasta avanzata in frigo ed usarla il giorno dopo come pasta da riporto, per fare altro pane o pizza.
Per fare la base piatta (in modo che una volta cotto il cesto possa stare dritto) ho messo un pezzo di carta da forno sulla cima del cesto prima di infornare e ci ho poggiato una teglia vuota pesante (di ceramica è perfetta), sistemandola in piano. L'ho tolta dopo i primi 20 minuti di cottura.
Si può fare un cestino con "i buchi" come quello in foto oppure un cestino con rotolini più grossi (100 gr l'uno) e intrecciarli più stretti. In questo caso il cesto non avrà buchi e viene più compatto. Se decidete di farlo così considerate che la pasta ci mette di più a cuocersi e dopo i 40 minuti vi consiglio di togliere lo stampo e rimettere in forno, in modo da far asciugare anche la pasta interna. Questo è il risultato prima di infornare:
Ho provato altre volte a rifarli ed ho ottenuto i migliori risultati con rotolini da 70 gr senza lievitazione. Provate voi a fare i vostri cestini, e decidete qual'è il "peso ideale" dei pezzi di pasta.
Con queste dosi ottengo due cestini di pane e impiego circa 4 ore.
Un cestino così, chissà perché, lo immagino al centro di un tavolo circondato da tanti salumi...
Oppure come ricco centrotavola nei giorni di festa.
Penso anche che ne farò qualcuno da regalare a Natale prossimo, è un'idea originale, sempre utile e costa... meno di un'euro!!!
domenica 15 marzo 2009
LE MACCHIE IN CUCINA
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VARIE
Beh, in qualche modo anche questo post ha a che fare con il cibo...
Ecco qualche consiglio per togliere le macchie dai tessuti, quando si cucina (io) o si mangia (mio marito).
Direttamente dal libretto delle istruzioni della mia lavatrice:
FRUTTA: succo di limone oppure sale e limone. Sciacquare e mettere in lavatrice o lavare a mano.
Cotone e lino colorati vanno tamponati con latte caldo.
Cotone e lino bianchi con perborato.
La lana con acqua e ammoniaca.
La seta con acqua ossigenata diluita in acqua in misura di 1 a 6.
Tappeti e moquettes tamponati prima con acqua e poi con acetone o trielina.
GRASSI IN GENERE: Sciogliere del sale in alcool denaturato o in ammoniaca, spazzolare e lavare in acqua calda e sapone. Oppure cospargere immediatamente con il talco, lasciare assorbire, passare con il ferro da stiro ben caldo e spazzolare.
Per togliere eventuali aloni lavare direttamente con acqua e sapone. Oppure provate con acqua e ammoniaca.
GELATO: Lavare subito con acqua e sapone; in generale, provare anche con acqua e borace in soluzione di 15 ml X 500 ml di acqua.
LIQUORI: Tamponate con acqua e glicerina, sciacquate con acqua e aceto.
Su lana e seta tamponate con acqua e ammoniaca.
MARMELLATE E MIELE: Sciacquare con acqua.
OLIO: Tamponate con acquaragia, poi con ammoniaca diluita in acqua, quindi risciacquate.
Su seta, lana e sintetici, tamponate con acquaragia diluita con succo di limone.
POMODORO CRUDO: Prima con acqua, poi coprire con borotalco.
POMODORO COTTO: smacchiare con acqua e ammoniaca.
RIBES: Lavare con una soluzione di succo di limone e aceto senza acqua, poi risciacquare.
SALSE: Acqua e ammoniaca.
SUCCO DI FRUTTA: Acqua e ammoniaca.
TE': Acqua e succo di limone.
UOVO: acqua, sapone e qualche goccia di ammoniaca.
VINO: Contro il vino bianco usare il rosso e viceversa.
Oppure coprire la macchia di sale fino, dopo mezz'ora sfregare con succo di limone caldo, quindi lavare.
Se invece la macchia è su seta, sfregare con acqua e aceto bianco prima di lavare normalmente.
Se è su lana, tamponate con acqua ossigenata; in alternativa, su lana usate acqua e ammoniaca; su seta e sintetici latte caldo.
Se avete consigli su come togliere altre macchie scrivetemi, così aggiorno la lista!
Ecco qualche consiglio per togliere le macchie dai tessuti, quando si cucina (io) o si mangia (mio marito).
Direttamente dal libretto delle istruzioni della mia lavatrice:
FRUTTA: succo di limone oppure sale e limone. Sciacquare e mettere in lavatrice o lavare a mano.
Cotone e lino colorati vanno tamponati con latte caldo.
Cotone e lino bianchi con perborato.
La lana con acqua e ammoniaca.
La seta con acqua ossigenata diluita in acqua in misura di 1 a 6.
Tappeti e moquettes tamponati prima con acqua e poi con acetone o trielina.
GRASSI IN GENERE: Sciogliere del sale in alcool denaturato o in ammoniaca, spazzolare e lavare in acqua calda e sapone. Oppure cospargere immediatamente con il talco, lasciare assorbire, passare con il ferro da stiro ben caldo e spazzolare.
Per togliere eventuali aloni lavare direttamente con acqua e sapone. Oppure provate con acqua e ammoniaca.
GELATO: Lavare subito con acqua e sapone; in generale, provare anche con acqua e borace in soluzione di 15 ml X 500 ml di acqua.
LIQUORI: Tamponate con acqua e glicerina, sciacquate con acqua e aceto.
Su lana e seta tamponate con acqua e ammoniaca.
MARMELLATE E MIELE: Sciacquare con acqua.
OLIO: Tamponate con acquaragia, poi con ammoniaca diluita in acqua, quindi risciacquate.
Su seta, lana e sintetici, tamponate con acquaragia diluita con succo di limone.
POMODORO CRUDO: Prima con acqua, poi coprire con borotalco.
POMODORO COTTO: smacchiare con acqua e ammoniaca.
RIBES: Lavare con una soluzione di succo di limone e aceto senza acqua, poi risciacquare.
SALSE: Acqua e ammoniaca.
SUCCO DI FRUTTA: Acqua e ammoniaca.
TE': Acqua e succo di limone.
UOVO: acqua, sapone e qualche goccia di ammoniaca.
VINO: Contro il vino bianco usare il rosso e viceversa.
Oppure coprire la macchia di sale fino, dopo mezz'ora sfregare con succo di limone caldo, quindi lavare.
Se invece la macchia è su seta, sfregare con acqua e aceto bianco prima di lavare normalmente.
Se è su lana, tamponate con acqua ossigenata; in alternativa, su lana usate acqua e ammoniaca; su seta e sintetici latte caldo.
Se avete consigli su come togliere altre macchie scrivetemi, così aggiorno la lista!
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